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Pagina 1 di 6 Raccolta di notizie inerenti accadimenti di cronaca coinvolgenti le investigazioni private: comportamenti assolutamente da evitare. Utile ed interessante per capire cosa un'agenzia investigativa seria assolutamente non deve fare. Per chiarimenti e consigli
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29-06-2010 - raccogliere informazioni private illecitamenteChiesto il giudizio di 29 imputati, tra investigatori privati e clienti che volevano smascherare i partner. L'inchiesta è partita da una cimice collegata alla batteria di un'auto.

Se si scarica spesso la batteria dell'auto è il momento di preoccuparsi. Non perché la vettura ha problemi all'impianto elettrico, ma perché il partner vi sta intercettando. Ascolta qualsiasi conversazione e può sapere anche dove vi trovate in ogni momento della giornata. È questo uno tra i metodi più usati per scoprire il tradimento del partner. Ma è sempre più rischioso. Chiedere di intercettare le conversazioni del marito o della moglie, mettere microspie in auto o in casa per svelare tradimenti può costare caro. Fino a rischiare di finire sotto processo. Pagare un investigatore privato per sapere se il partner ha incontri extraconiugali attraverso l'uso di apparecchi tecnologici o intrusioni informatiche è infatti reato. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio di 29 imputati, tra 007 e clienti, tra agenti della polizia e dipendenti dell'Agenzia delle Entrate. Tutti uniti dallo stesso scopo: raccogliere informazioni private illecitamente. Secondo la magistratura, avrebbero creato un vero e proprio gruppo dedito a svolgere investigazioni illegali con gravi interferenze nella vita privata di una cinquantina di persone. Tanto da arrivare a «modificare» i telefoni cellulari inserendoci microspie o installando cimici nella macchina collegate alla batteria. Proprio da quest'ultimo caso è partita l'indagine condotta dal pm Pietro Saviotti. Un uomo era costretto a cambiare continuamente la batteria della sua vettura poiché si scaricava molto spesso. Un giorno, dopo un esame accurato del mezzo da parte dell'elettrauto ecco venir fuori la verità: alla batteria era stata collegata una cimice. Fatta mettere dalla compagna. Durante gli accertamenti degli inquirenti, è anche emersa la storia di una donna che era stata presa di mira dagli 007. Gli imputati dovevano raccogliere informazioni sulla sua vita sessuale e il suo stato patrimoniale per poterla poi ricattare. Oppure la storia di una moglie che utilizzava un'auto dove il marito aveva fatto installare una microspia per tenerla sotto controllo. Le indagini hanno fatto finire nel mirino della procura soggetti legati a diverse agenzie di investigazioni. «La nostra categoria trova molti ostacoli, soprattutto a causa di una normativa obsoleta: è ad esempio difficile reperire elementi di prova nel processo penale», spiega il presidente della Confederazione nazionale degli investigatori privati Leonardo Lagravinese. Augusto Parboni. Fonte: iltempo.it
29/06/2010 06-06-2010 - inTERCETTAZIONI ABUSIVE a BOLZANO
Bolzano, spiavano gli sms del marito Condannati una donna e un investigatoreIl giudice ha considerato illecito l'utilizzo di «Polifemo», un programma che è in grado di trasmettere gli sms inviati e ricevuti da un’altra utenza telefonica, con il quale la donna e lo 007 privato controllavano il marito di lei 
BOLZANO. Spiare gli sms del proprio marito può costare caro. Lo sanno bene una donna e un investigatore privato condannati per aver utilizzato e venduto «Polifemo» un programma che è in grado di trasmettere gli sms inviati e ricevuti da un’a ltra utenza telefonica. Insomma una sorta di «occhio» su un altro cellulare per poter controllare. E magari scoprire un tradimento. Per entrambi il pubblico ministero aveva chiesto un decreto penale di condanna ma solo l’investigatore ha accettato.
Così Tiziano Loss, titolare di un’agenzia investigativa, dovrà pagare 6.700 euro mentre la sua cliente di Egna (Bolzano) - che si era opposta al decreto penale - ha patteggiato la pena e dovrà pagare circa 2 mila euro. Il reato di cui sono stati accusati è quello di installazione di apparecchiature atte ad intercettare o impedire conversazioni telefoniche.
Secondo l’accusa l’investigatore aveva installato su un telefonino consegnato da una cliente il software Polifemo. Si tratta di un programma informatico del costo di poco più di 200 euro in grado di inviare ad un altro apparecchio cellulare il testo di tutti gli sms ricevuti o partiti da un determinato telefonino. Insomma un sistema che fornisce la reale possibilità di poter controllare i messaggi dell’altro, magari del marito (o, perché no, della moglie) sul quale si nutrono dei dubbi. Il programma viene prodotto da un’azienda di software di Vicenza, la Cybertronik. Gira sul sistema operativo Symbian, quello più diffuso per i telefonini Umts. L’inchiesta aveva preso il via l’a nno scorso dal caso del noto immobiliarista romano Danilo Coppola. Dopo il suo arresto, la Finanza, aveva trovato che l’uomo d’affari aveva installato il software Polifemo sul telefonino di alcune amiche. Le Fiamme Gialle sono giunte nella sede della produttrice Cybertronik, a Vicenza, e hanno sequestrato il database con 460 clienti. Nella lista c’era anche il nome di Loss e degli altri clienti della nostra regione. L’investigatore aveva ottenuto una copia in prova e poi ne aveva comprata un’altra per rivenderla ad una cliente. Gli altri trentini, invece, avevano acquistato il programma su internet. La Finanza ha verificato i tabulati dei telefonini intercettati e ha visto che dagli apparecchi, chiamati slave, partivano dei messaggi verso un cellulare master il cui numero era intestato alla persona che aveva acquistato il programma elettronico. E quindi sono state individuate di volta in volta le procure competenti. (06 giugno 2010) Fonte: ALTO ADIGE LOCAL
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