Furti in azienda? Il datore di lavoro può filmare i dipendenti

FURTI IN AZIENDA? IL DATORE DI LAVORO PUO’ FILMARE I DIPENDENTI

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Furti in azienda, grave problema, ma il datore di lavoro può filmare i dipendenti per salvaguardare il patrimonio aziendale? Vediamolo assieme.

Un’altra sentenza, la Cassazione Civile, n. 3122 del 17 febbraio 2015, ribadisce che, per filmare e controllare i dipendenti, è necessario l’accordo tra datore di lavoro ed i Sindacati o tra datore ed Ispettorato del Lavoro, solo quando l’attività ispettiva dell’azienda è volta alla verifica del rendimento dei lavoratori.

Non è infatti necessaria alcuna autorizzazione dei Sindacati o dell’Ispettorato del Lavoro per l’installazione, da parte del datore di lavoro, di telecamere a circuito chiuso finalizzate alla prevenzione di eventuali furti da parte dei dipendenti sul luogo di lavoro, in danno all’azienda.

Lo Statuto dei lavoratori, infatti, vieta qualsivoglia controllo a distanza sui dipendenti, sia esso effettuato attraverso riprese filmate o altre apparecchiature elettroniche, se volto alla verifica del rendimento dei lavoratori: ma ciò sui furti in azienda non ha nulla a che fare.

Leggi il testo integrale della sentenza: CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONE L CIVILE SENTENZA 17 FEBBRAIO 2015, N. 3122

Sono quindi ammesse le telecamere se l’attività ispettiva è volta ad individuare gli autori di fatti illeciti commessi in danno al patrimonio aziendale.

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FURTI IN AZIENDA: CONTROLLARE I DIPENDENTI E’ POSSIBILE

Divieto assoluto quindi di controllare se i dipendenti adempiono o meno alle obbligazioni scaturenti dal contratto di lavoro, ma libertà altrettanto assoluta di installare telecamere a tutela dei beni aziendali e pertanto con lo scopo di identificare (e punire) gli autori di furti o danneggiamenti, siano essi lavoratori o terze persone esterne all’azienda. In una eventuale causa di lavoro, il datore potrà utilizzare contro il dipendente i filmati ottenuti e provanti l’illecito, o più illeciti, compiuti dal dipendente infedele. Le prove raccolte grazie alle telecamere saranno utili a suffragio della legittimità del licenziamento per giusta causa.

In buona sostanza, quindi, anche la recentissima sentenza della Corte di Cassazione conferma la possibilità per il datore di lavoro di installare telecamere nei locali aziendali e di utilizzare in sede giudiziaria le riprese come prove, se la finalità ispettiva è di accertare eventuali comportamenti delittuosi in azienda ed in danno al patrimonio aziendale.

Nel caso di ispecie, era stato intimato il licenziamento ad alcuni dipendenti addetti al carico di carburante in autobotti, per aver commesso operazioni fraudolente, in concorso con alcuni autisti, volte ad alterare il carico effettivo delle autobotti stesse per poter sottrarre carburante all’azienda datrice di lavoro.

La Corte di Cassazione evidenzia che, per ormai consolidata giurisprudenza, in materia di controllo dei dipendenti, le garanzie procedurali di cui all’Art. 4, comma secondo, Legge 300 del 1970 (Statuto dei Lavoratori), espressamente richiamato dall’Art. 114 D.Lgs 196/2003 (Legge sulla Privacy) per l’installazione di telecamere per esigenze organizzative e produttive ovvero per motivi di sicurezza del lavoro, trovano applicazione solo quando l’attività ispettiva è volta alla verifica a distanza del rendimento dei lavoratori.

I controlli difensivi, i controlli volti ad accertare comportamenti illeciti dei dipendenti, non necessitano di alcuna autorizzazione da parte dei Sindacati o dell’Ispettorato del Lavoro.

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Autore. Europol Investigazioni SRL – Titolo –Furti in azienda? Il datore di lavoro può filmare i dipendenti-, in www.europolinvestigazioni.com

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