Decreto Recupero Crediti parla Confindustria

Continua la discussione in merito al decreto volto ad accellerare i tempi di recupero del credito, una misura che mira a ridurre l’ammontare dei cosiddetti Non Performing Loans, permettendo, per l’appunto, alle banche di sfruttare una procedura di recupero più snella e più rapida per giungere al recupero giudiziale delle somme vantate da un creditore. Come detto la misura non riguarda esclusivamente i crediti delle banche, ma anche il recupero di altri crediti con una serie di nuove norme che a dire del Ministro Padoan ridurranno di almeno 3 anni i tempi per il recupero dei crediti.
Pochi giorni fa è arrivata la reazione di Confindustria che promuove il Decreto ma chiede al Governo di riequilibrare i poteri concessi al creditore nei confronti del debitore, con particolare riferimento alle azioni che questo può intraprendere per il recupero del credito, promuovendo però il provvedimento nel suo complesso, nella speranza che questo inneschi un processo virtuoso che induca le banche a concedere maggiori prestiti a costi più contenuti e per somme maggiori in rispetto ai beni posti in garanzia.

Da rivedere, secondo Confindustria, la parte del decreto che prevede la possibilità di agire nei confronti del debitore senza necessità di una specifica ragione, cosa che potrebbe penalizzare aziende che attraversano situazioni di momentanea difficoltà ma che ne complesso hanno situazioni patrimoniali e di bilancio stabili, e che rischierebbero, in questo modo, di essere eccessivamente punite dalle azioni concesse dal nuovo provvedimento.

Altro argomento sul quale Confindustria richiede maggiori garanzie è sulla clausola che regola il trasferimento della proprietà a favore del creditore o la vendita del bene: la norma sembra infatti troppo a favore del creditore, non fornendo alcuna garanzia per il debitore, se non l’obbligo di stima del bene da parte di un Perito del Tribunale.

Terzo punto il valore del credito insoluto ovvero, sottolinea il direttore generale di Confindustria, la possibilità di attivare il procedimento semplificato di recupero sia che il credito vantato rappresenti il 90% oppure il 10% dell’ammontare originariamente concesso, richiedendo una norma che regoli ciò legando la possibilità di procedura semplificata ad una determinata soglia di credito insoluto.
Rimane sempre di grande importanza effettuare un’informazione commerciale per recupero crediti prima di attivare la procedura di recupero, al fine di poter comprendere se Vi siano assets aggredibili in capo al debitore utili: un esempio il nuovo report RECOVERY easy gold  che rintraccia, oltre al posto di lavoro e all’attuale domicilio, i rapporti bancari su territorio nazionale con indicazione se i conti sono capienti o meno, fornendo ogni informazione confidenziale utile al pignoramento presso terzi.

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