Licenziamento per malattia: legittimo se il dipendente non comunica l’assenza

LICENZIAMENTO PER MALATTIA: LEGITTIMO SE IL DIPENDENTE NON COMUNICA L’ASSENZA

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Importante sentenza di Cassazione in ambito di licenziamento per malattia, che ricorda gli obblighi del lavoratore dipendente. Il dipendente che si assenta dal lavoro per malattia è obbligato a comunicare al titolare le ragioni che giustificano l’assenza. Il preciso obbligo previsto dal CCNL viene ribadito dalla sentenza 26465/2017 della Suprema Corte. Solo in caso di giusitificato impedimento, il dipendente può salvarsi dal licenziamento. Per procedere con il licenziamento occorre che il dipendente si assenti senza motivo per un periodo superiore a 4 giorni, allora scatta il licenziamento per giusta causa.

Occorre precisare che l’adempimento di cui tratta la recente sentenza riguarda la comunicazione della causa oggetto dell’assenza, ovvero comunicare correttamente al datore di lavoro l’assenza per malattia. Non riguarda invece il fatto che il dipendente sia ammalato realmente o meno.

Spetta quindi al datore di lavoro mettere in atto tutte le misure per verificare se il dipendente sia assente realmente per un giustificato motivo.

Ciò vale sia per l’assenza dovuta a malattia o infortunio che per l’assistenza ai parenti disabili, vedi permessi legge 104. L’assenza per malattia come i permessi Legge 104 sono diritti giustamente riconosciuti ai lavoratori che li usufruiscono per reali necessità. A volte però lavoratori “scansafatiche o furbetti di turno” utilizzano queste importanti tutele a loro esclusivo vantaggio.

Nell’ambito della nostra attività investigativa come Europol SRL, abbiamo accertato decine di questi casi. Si pensi al dipendente di una società partecipata che regolarmente si assentava il venerdì o il lunedì per malattia esclusivamente d’estate al fine di prestare servizio come cameriere e tuttofare nello stabilimento balneare del fratello. Un’altro caso era il quadro di una importante azienda alimentare che, in assenza per infortunio, si dedicava a ben 3 ore di bicicletta da corsa tutti i giorni in preparazione di una gara amatoriale di ciclismo. Non ultimo il dipendente che si assentava i 3 giorni concessi dalla legge 104 per “assistere l’anziana madre” che invece non visitava mai nemmeno per farle un saluto, preferendo recarsi in vacanza.

Tali comportamenti purtroppo sono all’ordine del giorno, e oltre ad essere moralmente deprecabili recano danni alle imprese e ai lavoratori onesti che invece utilizzano le tutele previste dal CCNL per reali e giustificati motivi. In ambito investigativo è possibile fare molto, a prezzi contenuti. Si pensi che l’indagine per accertare le assenze ingiustificate L. 104 durano mediamente 3 giorni, con ampie probabilità di accertare già al primo tentativo il comportamento fraudolento del dipendente, e costi quindi contentuti. Importante per l’imprenditore fare attenzione ai comportamenti del personale: il fatto di legare la richiesta dei permessi a giorni festivi o ai weekend, così come la richiesta di permessi sempre negli stessi periodi, ad esempio, spesso è indice di un utilizzo distorto delle tutele dei lavoratori. Sarà poi necessario fare valutare le prove acquisite da uno Studio Legale esperto nella materia.

Ciò reca un grave danno anche all’ambiente di lavoro, in quanto i lavoratori onesti si sentono oltre che danneggiati anche beffati da questi soggetti. Europol SRL, società di investigazioni presente da oltre 30 anni sul mercato, svolge precise investigazioni al fine di accertare i comportamenti fraudolenti di dipendenti e collaboratori.

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Autore. Europol Investigazioni SRL – Titolo –Licenziamento per malattia: legittimo se il dipendente non comunica l’assenza-, in www.europolinvestigazioni.com

 

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