Obbligo di fedeltà versus tradimento coniugale

Matrimonio, rapporti personali tra i coniugi, obbligo di fedeltà, obbligo di assistenza, ripetute violazioni dell’obbligo di fedeltà, infedeltà maritali con donne diverse, adulterii, indubbia e grave illiceità della condotta maritale, violazione di diritti fondamentali, anche costituzionalmente garantiti, del coniuge offeso, danni giuridicamente rilevanti subiti dalla moglie tradita, obbligo materiale di risarcimento, sussistenza, criteri di liquidazione quantitativa, pertinenza e rilevanza del criterio equitativo, moglie tradita destinataria, da parte di altre donne di dirette espressioni telefoniche ingiuriose, umilianti, ironiche, schernitrici, coniugi residenti in un piccolo centro urbano… questi i temi trattati in Tribunale a Prato il 18 febbraio del 2010.

Importante sentenza del Tribunale di Prato che dimostra come un tradimento reiterato può portare ad una condanna di risarcimento dei danni subiti dal coniuge tradito. Affidarsi ad una esperta agenzia investigativa esperta in infedeltà coniugale può essere determinante per ottenere il risarcimento del danno da infedeltà coniugale.

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Tribunale Prato 18 febbraio 2010

Ritenuto che i doveri coniugali ex art. 143 c.c. hanno contenuto e rilevanza strettamente giuridici, oltre che morali; ritenuto che l’infedeltà coniugale consumata qualora non preesista, tra le parti, una irrimediabile situazione di crisi affettiva e spirituale, costituisce grave violazione dei doveri giuridici scaturenti dal vincolo matrimoniale, violazione che è fonte di responsabilità risarcitoria aquiliana del coniuge infedele in quanto – anche per le modalità, la frequenza e le circostanze dell’adulterio – quest’ultimo ha certamente leso diritti fondamentali ed inviolabili della persona anche costituzionalmente rilevanti (l’onere e la dignità); ritenuto che le sanzioni collegate all’addebitabilità della separazione (e del divorzio) possono essere, non di rado, inapplicabili, o inutili, o dannose per il coniuge offeso, ed, in ogni caso, hanno una funzione meramente punitiva e non satisfattoria, il coniuge infedele deve risarcire, ai sensi e per gli effetti di cui agli art. 2043 e 2059 (art. 2 e 29 cost.), il coniuge tradito con l’esborso di una somma di denaro, quantificabile anche in via presuntiva, per i danni a quest’ultimo, senza alcun dubbio, arrecati con la propria condotta gravemente illecita.

Tribunale Prato, 18 febbraio 2010,

Lombardo

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