Truffe Investimenti Digitali nel 2025: come prevenirle (davvero) e come tutelarsi dopo la truffa
Truffe investimenti digitali. Le piattaforme “fantasma”, i falsi broker, i finti consulenti e le “crypto opportunity” non sono solo un problema tecnico:
sono un rischio giuridico, patrimoniale e probatorio. Questa guida spiega cosa dice la normativa, perché la prevenzione è decisiva
e come le indagini accurate di Europol Investigazioni possono ridurre il rischio prima dell’investimento e aiutare
a ricostruire responsabilità e recuperabilità delle somme quando la truffa è già avvenuta.
Le attività investigative vengono svolte nei limiti della legge e con attenzione a riservatezza e protezione dei dati.
Hai dubbi su un broker o su una piattaforma prima di versare denaro?
Una due diligence preventiva può evitare perdite importanti: verifica autorizzazioni, struttura societaria, metodi di incasso, reputazione digitale e segnali tipici di frode.
1) Truffe investimenti digitali: definizione, dinamiche e “perché nel 2025 è più facile cascarci”
Con “truffe di trading online” si indica un insieme di condotte fraudolente in cui il risparmiatore viene indotto a versare denaro (o cripto-asset) su piattaforme che simulano attività d’investimento. L’illecito non è solo “morale”: nella pratica, spesso siamo di fronte a abusivismo, truffa contrattuale, e schemi di incasso che rendono complessa la restituzione.
come sono transitati i fondi e se il soggetto è solvibile.
pressure marketing
finti “account manager”
IBAN esteri / crypto wallet
documenti incompleti o “standard”
Nel 2025, molte frodi sfruttano un mix di tecniche di persuasione (urgenza, “offerta limitata”, “bonus”), apparenza regolatoria (loghi, licenze inventate, riferimenti a norme UE) e operatività transnazionale
(società estere, conti in paesi diversi, incassi su intermediari terzi).
In questo scenario, la tutela reale non nasce da una frase rassicurante (“è tutto legale”), ma da un fatto verificabile: chi ti sta offrendo servizi di investimento è autorizzato? E, se non lo è, chi incassa e dove finiscono i fondi?
2) Quadro normativo 2025: autorizzazioni, tutela del risparmio, pagamenti e cripto-asset
2.1 Servizi di investimento: forma, trasparenza e autorizzazioni
Il diritto finanziario europeo e italiano impone regole stringenti quando si prestano servizi di investimento: dalla forma e consegna della documentazione contrattuale, fino agli obblighi informativi e di correttezza.
Quando tali regole vengono eluse (o quando il soggetto non è abilitato), il risparmiatore può trovarsi davanti a un “contratto” inesistente o nullo e a pagamenti privi di causa.
2.2 Pagamenti: perché “il bonifico è il punto di non ritorno”
Una parte rilevante delle truffe si fonda su versamenti ripetuti tramite bonifici. Dal punto di vista pratico, un bonifico è spesso irrevocabile dopo determinati passaggi: per questo la tempestività è decisiva.
In concreto: più tempo passa, più si riducono le probabilità di blocco o richiamo e aumenta il rischio di dispersione su conti terzi.
2.3 Cripto-asset: MiCA e “finti exchange”
Dal lato cripto, il contesto 2025 è segnato dall’entrata in applicazione del Regolamento MiCA e dalle relative misure: ciò migliora il perimetro regolatorio dei prestatori legittimi, ma non elimina le truffe. Anzi: molti frodatori usano la “parola MiCA” come schermo comunicativo. La tutela vera è la verifica documentale e oggettiva (chi è il prestatore, dove è autorizzato, come incassa, quali wallet utilizza, quale filiera di conversione).
2.4 Resilienza digitale: DORA e l’effetto “compliance washing”
Nel 2025 è operativo anche il tema della resilienza digitale nel settore finanziario (controlli ICT, incidenti, terze parti).
Per l’utente finale significa una cosa: un intermediario serio investe in sicurezza e tracciabilità; un truffatore, invece, punta su opacità e su canali di incasso “mobili”.
2.5 Investigazioni: legalità, licenza e protezione dei dati
Un elemento spesso ignorato è che anche la “tutela” deve essere legale. In Italia, l’attività investigativa per conto di privati richiede requisiti e autorizzazioni. Inoltre, ogni attività di acquisizione, gestione e conservazione di dati deve rispettare principi di necessità, pertinenza, minimizzazione e sicurezza.
3) Segnali d’allarme: checklist anti-truffa (prima di versare anche 1€)
Di seguito una checklist costruita sui pattern più frequenti. Non serve che ci siano “tutti”: spesso ne bastano due o tre per giustificare una verifica investigativa preventiva.
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Qualunque promessa di guadagno certo in mercati volatili è un campanello d’allarme.
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“Solo oggi”, “se non versi entro 2 ore perdi il bonus”, “il broker si arrabbia”: tattiche tipiche.
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Sede vaga, contatti generici, assenza di documenti verificabili.
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Beneficiario diverso dal nome della piattaforma, conti in paesi “random”, richieste di “split payment”.
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TeamViewer/AnyDesk per “aiutarti”: rischio elevato di manomissioni e ulteriori sottrazioni.
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Prelievo subordinato a “tasse”, “commissioni di sblocco”, “verifiche KYC a pagamento”.
Se riconosci anche solo 2 segnali: fermati e verifica
La differenza tra tutela e danno spesso è un bonifico in più. Una verifica preventiva può chiarire
autorizzazioni, identità reale e filiera di incasso.
4) Truffe Investimenti Digitali. Prevenzione: la due diligence investigativa (prima del bonifico)
Il modo più efficace per “recuperare” denaro da una truffa è non perderlo.
Per questo, in ambito trading online, la prevenzione significa fare ciò che spesso l’utente non fa per mancanza di tempo/strumenti: una due diligence mirata su piattaforma, società, persone e flussi di incasso.
4.1 Obiettivi della due diligence
- Verificare l’abilitazione/autorizzazione del soggetto che dichiara di prestare servizi finanziari o cripto.
- Identificare il perimetro societario reale: sede, amministratori, collegamenti, eventuali prestanome.
- Analizzare i canali di pagamento (IBAN, beneficiari, processori, wallet) e la coerenza con la narrativa commerciale.
- Valutare il rischio frode attraverso segnali tecnici e documentali (domini, pattern comunicativi, ricorrenze, “copie” di siti).
4.2 Il metodo Europol Investigazioni (in sintesi)
1) Intake strutturato: raccolta dati essenziali (link, nominativi, IBAN, email, numeri, chat, contratti, screenshot).
2) Verifiche documentali e societarie: registri, riscontri su sede, amministrazione, oggetto sociale, tracce operative.
3) Analisi del flusso d’incasso: beneficiari, triangolazioni, uso di terzi, compatibilità con intermediario dichiarato.
4) Dossier operativo: output chiaro e utilizzabile (timeline, allegati, evidenze, “red flags”, raccomandazioni operative).
Il risultato non è un “parere generico”, ma un documento che consente una scelta informata: investire con prudenza, chiedere integrazioni, o interrompere subito i contatti.
5) Truffa già avvenuta: cosa fare (subito) e perché le prove contano più delle opinioni
Quando la truffa è già avvenuta, l’errore più costoso è cercare “di sistemare con un ultimo versamento”.
Il secondo errore è perdere tempo e prove.
5.1 Le prime 24–72 ore: strategia d’urto
- Stop immediato a versamenti e accessi remoti.
- Raccolta prove: chat (WhatsApp/Telegram), email, numeri, nomi, IBAN, causali, ricevute, wallet, screenshot della piattaforma.
- Contatto banca per tentare richiamo/recall, blocco e segnalazioni interne (ogni minuto conta).
- Segnalazione alle autorità competenti (es. Polizia Postale; Consob se attinente a servizi finanziari).
- Attivazione indagini per ricostruire identità e filiera, e per valutare solvibilità e strumenti di recupero.
5.2 Catena di custodia e “prove pulite”
Nel contesto digitale, la prova non è solo ciò che appare sullo schermo: è la tracciabilità di come è stata acquisita, conservata e descritta. Europol Investigazioni lavora con un’impostazione orientata a produrre evidenze ordinabili, verificabili e contestualizzate, utili al legale per impostare strategie in sede civile e penale.
6) Verifica solvibilità e asset tracing: capire se “si recupera” e da chi
Dopo una truffa di trading online, la domanda non è solo “ho ragione?” ma anche: il soggetto è in grado di restituire? In altri termini: è solvibile?
6.1 Che cos’è (davvero) la verifica di solvibilità
La verifica di solvibilità non è una formula magica: è un’analisi concreta, nei limiti di legge, sulla capacità del soggetto di far fronte a una restituzione o a una condanna.
Include verifiche su:
- Struttura societaria e collegamenti (amministratori, sedi, società “satellite”).
- Coerenza dell’oggetto sociale rispetto all’attività finanziaria dichiarata.
- Indicatori di schermatura (uso di prestanome, sedi di comodo, triangolazioni d’incasso).
- Rischio dissipazione e rapidità di spostamento fondi (molto comune nei circuiti fraudolenti).
6.2 Asset tracing su bonifici, carte e cripto
L’asset tracing non significa “hackerare”: significa ricostruire, con strumenti leciti e analisi tecnica, la filiera dei pagamenti e dei destinatari:
- Bonifici: beneficiario, banca, paese, intermediari, eventuali conti di transito.
- Carte: merchant, processori, pattern di addebito, elementi utili per contestazioni/chargeback dove applicabile.
- Cripto: analisi della blockchain pubblica, clustering e identificazione di snodi (exchange, servizi) dove possibile.
Perché la solvibilità è decisiva anche “a truffa compiuta”
Prima di avviare costi e tempi di un’azione, occorre sapere se esiste una reale prospettiva di recupero.
Una buona indagine riduce sprechi e aumenta precisione strategica.
7) Giurisprudenza e casi reali
Nel contenzioso legato al trading online abusivo emergono due verità operative:
(i) quando mancano titolo e forma, si può ottenere restituzione (nei casi e limiti applicabili);
(ii) quando i pagamenti sono autorizzati, ottenere un rimborso automatico dalla banca è spesso difficile.
7.1 Esempio di tutela ottenuta: restituzione in sede civile
In una pronuncia del Tribunale di Ferrara (sentenza del 21 maggio 2024, n. 531→), il giudice ha ritenuto fondati elementi documentali tipici delle frodi da trading online e ha disposto la restituzione di € 20.000,00 (oltre interessi legali) versati tramite bonifico a favore di una società estera, valorizzando profili di nullità e la ripetizione dell’indebito.
7.2 Esempio di “criticità”: bonifici autorizzati e rimborso negato
In una decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario (Collegio di Napoli, decisione n. 20460 del 17 novembre 2020),
il ricorso del cliente volto a ottenere la restituzione di bonifici disposti verso una piattaforma poi rivelatasi truffa non è stato accolto.
La decisione richiama, tra l’altro, la logica dell’irrevocabilità e la corretta esecuzione dell’ordine impartito dal cliente.
prove + individuazione del destinatario reale + solvibilità + azione mirata, non da un rimborso automatico.
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7.3 Un precedente particolarmente rilevante (Trib. Milano, 28 gennaio 2025, n. 726 – Doctrine)
Tra le pronunce più interessanti in materia di trading online fraudolento e restituzione delle somme, merita menzione la sentenza del Tribunale di Milano del 28/01/2025, n. 726, pubblicata su Doctrine.
Il caso prende le mosse da versamenti (bonifici) eseguiti dal risparmiatore in un contesto descritto come operatività ingannevole, con richieste di ulteriori somme e dinamiche tipiche delle frodi “da piattaforma”.
Il Tribunale ha accolto la domanda dell’attore e ha riconosciuto il diritto alla restituzione di € 60.000,00 (oltre accessori), valorizzando in modo decisivo il profilo probatorio: in particolare, emerge che la convenuta aveva ammesso di aver ricevuto le somme (in termini di confessione stragiudiziale) e che le operazioni erano state poste in essere in assenza di un contratto scritto e con violazioni richiamate anche sotto il profilo della normativa di settore (T.U.F.) e dei presidi antiriciclaggio.
questa decisione mostra quanto sia determinante passare dal “sospetto” alla prova organizzata (identificazione dei destinatari/beneficiari, ricostruzione della timeline, evidenze documentali dei versamenti e delle comunicazioni), perché è su tali elementi che si fondano le azioni di nullità/restituzione e la strategia di recupero.
In ottica operativa, è proprio qui che l’attività di Europol Investigazioni diventa centrale:
la ricostruzione dei flussi, la raccolta e l’ordinamento delle evidenze (chat, e-mail, IBAN, ricevute, screenshot,
eventuali riferimenti a piattaforme terze/exchanger) e la verifica della solvibilità del soggetto coinvolto possono fare la differenza tra un’azione “al buio” e un percorso con reale efficacia.
Riferimento: Trib. Milano, sentenza 28/01/2025, n. 726 (testo e sintesi disponibili qui→).
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8) Perché rivolgersi a Europol Investigazioni (prima e dopo)
Davanti alle truffe di trading online, la differenza la fa la qualità dell’intervento: non basta “fare una segnalazione”, serve un lavoro strutturato per trasformare frammenti (chat, IBAN, screenshot) in una ricostruzione coerente.
8.1 Vantaggi concreti (non promesse)
- Metodo investigativo orientato alla prova: timeline, documentazione, riscontri e coerenze.
- Prevenzione reale: due diligence prima che il denaro esca definitivamente dal tuo controllo.
- Verifica solvibilità: capire se l’azione ha prospettiva concreta, evitando iniziative “al buio”.
- Riservatezza e compliance: gestione dati e attività nei limiti di legge e con attenzione alla tutela del cliente.
- Dossier tecnico utile al legale: per querela, istanze cautelari e azioni civili, con allegati ordinati.
Se vuoi tutelarti, la domanda giusta è: “cosa posso verificare oggi?”
Che tu sia in fase di investimento o già vittima, l’intervento più efficace è quello tempestivo e documentato.
Europol Investigazioni può affiancarti con un percorso investigativo serio, verificabile e utilizzabile.
Truffe Investimenti Digitali. FAQ
Come capisco se una piattaforma è “regolamentata” o sta solo fingendo?
Non fermarti a loghi e “certificati” in PDF: chiedi riferimenti verificabili (soggetto giuridico, sede, autorità di vigilanza, numero di licenza)
e riscontrali su registri ufficiali. Se i pagamenti vanno a soggetti terzi o a IBAN incoerenti, il rischio aumenta.
È vero che devo pagare “tasse” o “commissioni” per sbloccare il prelievo?
È uno schema ricorrente nelle frodi: il prelievo viene subordinato a versamenti ulteriori. In tali casi, l’indicazione prudente è
interrompere i pagamenti e attivare subito raccolta prove e verifiche.
Quanto conta la tempestività dopo la truffa?
Conta moltissimo: con bonifici e flussi transnazionali la velocità di dispersione è alta. Agire presto aumenta le chance di tentativi di richiamo/recall,
segnalazioni e identificazione rapida dei soggetti coinvolti.
Cosa includono le indagini di Europol Investigazioni per le truffe trading online?
In base al caso: verifica identità e società, analisi canali di incasso (IBAN/wallet), ricostruzione della timeline,
raccolta e ordinamento prove, valutazione red flags, verifica solvibilità, supporto tecnico-documentale per l’azione legale.
Tutto nel rispetto della normativa e dei limiti di legge.
Le investigazioni rispettano privacy e GDPR?
Un’attività investigativa corretta deve rispettare principi di necessità, pertinenza e sicurezza dei dati, con gestione riservata e tracciata.
Diffida di “servizi” che promettono accessi illeciti o scorciatoie: oltre ad essere rischiosi, possono rendere inutilizzabili le prove.
La banca rimborsa sempre le somme inviate al truffatore?
Non sempre: se l’operazione è stata autorizzata dall’utente, il rimborso automatico può non essere applicabile.
Proprio per questo la prevenzione e un percorso investigativo-probatorio sono fondamentali.
Contatti Europol Investigazioni
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Richiedi un contatto riservato: ti guideremo nella raccolta delle informazioni essenziali e nell’impostazione dell’attività investigativa.
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Compila i campi (o chiama). Se hai già pagato, indica data, importo, metodo di pagamento (bonifico/carta/cripto) e il link della piattaforma.
Fonti
- Consob – Oscuramenti siti abusivi: pagina ufficiale
- Normattiva – Art. 134 TULPS: testo vigente
- Normattiva – D.Lgs. 58/1998 (TUF) art. 166: abusivismo finanziario
- Normattiva – D.Lgs. 11/2010 art. 17: irrevocabilità ordine di pagamento
- MiCA (EUR-Lex): Reg. (UE) 2023/1114
- DORA (Banca d’Italia): approfondimento ufficiale
- Studio Legale Internazionale Bertaggia-truffe trading online: truffa trading, i rimedi giuridici
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Articolo aggiornato al 27 Dicembre 2025
