Conto corrente ultime novità

CONTO CORRENTE ULTIME NOVITA’

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Conto corrente ultime novità. L’incertezza sul futuro, amplificata dall’emergenza Covid-19 ha disincentivato gli investimenti di conseguenza le banche vedono aumentare i costi di gestione della massa di denaro congelata.
Gli istituti bancari tedeschi si sono già attivati; infatti 200 banche del paese hanno iniziato a far pagare gli interessi passivi, su conto corrente, a privati ed imprese.

Questo succedeva sino a poco tempo fa!. Ora, complice l’assurda politica di guerra adottata in Ucraina, i prezzi delle materie prime aumentano enormemente e la BCE aumenta in maniera folle il costo del danaro, cercando di limitare l’inflazione: in realtà si ottiene l’effetto opposto, i costi aumentano e gli imprenditori aumentano i prezzi in una spirale senza fine.

Certo è che queste condizioni sono presenti anche in Italia e nulla vieta che anche le nostre banche adottino questa politica.

Articolo a cura di Europol Investigazioni, società specializzata in business informations

Conto corrente ultime novità. Il Costo del Danaro in Europa: Tendenze attuali e Implicazioni Economiche

Il costo del danaro, ovvero il tasso di interesse al quale le istituzioni finanziarie concedono prestiti, è un fattore cruciale nell’economia europea. Influenza direttamente il comportamento di consumatori, imprese e governi, determinando l’accessibilità al credito e i livelli di investimento. In questo articolo SEO, esploreremo le tendenze attuali riguardanti il costo del danaro in Europa e le implicazioni economiche che ne derivano.

Il Ruolo della Banca Centrale Europea (BCE)
La Banca Centrale Europea svolge un ruolo fondamentale nella determinazione del costo del danaro nell’area dell’euro. Attraverso la sua politica monetaria, la BCE mira a mantenere la stabilità dei prezzi e promuovere la crescita economica. Un modo in cui la BCE influenza il costo del danaro è tramite l’impostazione dei tassi di interesse di riferimento.

Tassi di Interesse di Riferimento
Attualmente, la BCE ha impostato i tassi di interesse di riferimento a livelli bassi. Ciò significa che le banche commerciali possono accedere a fondi a un costo relativamente basso, favorendo così l’accessibilità al credito per consumatori e imprese. L’obiettivo di questa politica è stimolare la domanda di prestiti e sostenere l’attività economica.

Implicazioni Economiche
Un basso costo del danaro può avere diverse implicazioni economiche. Innanzitutto, può incoraggiare la spesa e gli investimenti, poiché i prestiti sono più accessibili e convenienti. Ciò può portare a un aumento della domanda aggregata, stimolando la crescita economica. Inoltre, tassi di interesse bassi possono incentivare gli investitori ad acquistare titoli azionari e obbligazionari, poiché gli investimenti a reddito fisso potrebbero offrire rendimenti relativamente più alti rispetto ai tassi di interesse.

Tuttavia, un costo del danaro troppo basso può anche comportare rischi. Può alimentare l’inflazione, poiché un’eccessiva liquidità nel sistema finanziario può spingere al rialzo i prezzi dei beni e dei servizi. Pertanto, la BCE deve bilanciare attentamente la sua politica monetaria per evitare inflazioni indesiderate.

Differenze tra Paesi
È importante notare che il costo del danaro può variare tra i paesi europei. Mentre i tassi di interesse di riferimento sono stabiliti dalla BCE per l’intera area dell’euro, le condizioni economiche e finanziarie di ciascun paese possono influenzare i tassi di interesse effettivi applicati dalle banche commerciali. Ad esempio, i paesi con un’economia più solida e una minore incidenza del debito potrebbero beneficiare di tassi di interesse più bassi rispetto a quelli con una situazione finanziaria meno stabile.

Conclusioni
Il costo del danaro in Europa è una variabile cruciale per l’economia dell’area dell’euro. La politica monetaria della BCE

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CONTO CORRENTE ULTIME NOVITA’: I COSTI PER IL DEPOSITO

In poche parole, dopo tutti i nostri svariati sforzi per ridurre i costi del conto corrente, ora dall’estero ci arriva questa notizia: il deposito di denaro su conto corrente è di fatto un servizio e quindi deve essere pagato.

La notizia assume poi dell’incredibile se leggiamo l’articolo riportato dal quotidiano tedesco Welt.de che addolcisce la pillola riportando che le banche hanno troppo denaro lasciato in giacenza dai correntisti.
Il problema è che mancando la movimentazione del denaro a scopo investimento, vengono meno le intermediazioni bancarie derivanti da questi. Le banche si “vedono costrette” a ricaricare sui depositi dei costi aggiuntivi, per contenere le spese.

Viene da chiedersi: come mai tutta questa immobilità dei capitali?
La risposta ha più verità, tutte valide ed indiscutibili: emergenza sanitaria, abitudini consolidate, strategie di risparmio, incertezza su ciò che accadrà di qui a poco, aumento del costo del danaro, tassi di interesse alti.

Di certo dobbiamo scordarci il concetto di conto corrente come strumento di deposito e/o investimento di cui poter usufruire a costi zero o molto bassi.

Del resto, come qualsiasi altro servizio offerto da privati, il conto corrente, più o meno customizzato sulle nostre esigenze, è di fatto un servizio offerto da un’azienda e se lo vogliamo, dobbiamo sostenerne i costi.

Due nuove abitudini italiane di risparmio: liquidità in conto corrente e risparmio.

Da un’ultima analisi della FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani) emerge come dalla fine del 2019 ci fossero oltre 1.400 miliardi di euro in giacenza fra conti correnti e depositi vincolati. Per essere più precisi:
• 1.019 miliardi in giacenza su conti correnti tradizionali con una crescita del 6% rispetto il 2018;
• un incremento dll’1% rispetto lo stesso periodo sui conti di deposito, ovvero quei conti che offrono un rendimento leggermente superiore ad un conto corrente, a patto che i capitali restino in giacenza per un determinato periodo di tempo.
Dall’analisi si rileva inoltre la complessiva distribuzione degli investimenti, notando un netto bilancio negativo dei comparti azionari, fondi di diritto italiano e titoli di Stato e un incremento positivo del comparto assicurativo del 2,3% rispetto l’anno precedente. Continuiamo a trattare l’argomento conto corrente ultime novità.

LE ESIGENZE DOMINANTI DELLE FAMIGLIE ITALIANE SEMBRANO ESSERSI VOLTE VERSO LA LIQUIDITA’ E LA SICUREZZA GIA’ PRIMA DELL’EMERGENZA SANITARIA.

Si rileva inoltre, da un comunicato dell’ABI, come il lockdown abbia spinto in questa direzione, ovvero la necessità consolidata conservativa degli italiani, tanto che è emersa la presenza di 95 miliardi di euro di liquidità in più su conti correnti e pronti contro termine rispetto il 2019.

Ma non siamo i soli: anche Francia, Inghilterra e Germania hanno incrementato l’ammontare della liquidità in giacenza sui conti correnti.
Da notare la popolazione spagnola che è prima in classifica lasciando circa l’86% del denaro risparmiato a languire sul conto corrente.

Sicuramente la paura e l’incertezza del futuro inducono le popolazioni ad attuare questa nuova tendenza.
Gli inglesi definiscono questa nuova tendenza PANDEMIC SAVING, manifestando chiaramente questo atteggiamento dettato dalla paura per il futuro incerto, il timore di perdere il lavoro e la salute.
Tutto questo concretamente si traduce in un congelamento dei capitali sui conti correnti, capaci di infondere quel senso di sicurezza, pur avendo un rendimento pari a zero e dei costi di gestione.

Questo comportamento però non fa altro che alimentare un meccanismo pericoloso, un circolo vizioso dove l’unico a farne le spese sarà il correntista stesso.

I soli tassi di interesse del valore quasi zero non sono più sufficienti alle banche per coprire i costi di mantenimento dei depositi di denaro, presente sotto forma di enormi masse di liquidità. Quindi appare evidente che, non guadagnando più dalle attività di intermediazione, si vedranno costrette ad aumentare i costi di gestione, per mantenere i bilanci aziendali in pari.

ECCO DA DOVE DERIVA LA DECISIONE DI OLTRE 200 BANCHE TEDESCHE DI APPLICARE UN COSTO AI DEPOSITI IN CONTO CORRENTE, A PARTIRE DA 1 EURO, SIA PER IL CLIENTE PERSONA CHE IMPRESA.

Significativo il prossimo comportamento della banca online N26, come riportato dal Welt.de, che ha rinunciato al suo proposito di mantenere il costo del conto corrente il più economico possibile, chiedendo ai propri clienti di pagare le spese di mantenimento per giacenze superiori ai 50.000 euro.

Conto corrente ultime novità. Veniamo alla situazione italiana:
ma le nostre banche, che si fanno pagare un canone mensile per la tenuta del conto e che può essere considerato come un modo per richiedere già un pagamento per il deposito della liquidità, come si comporteranno?

Da tenere presente che un conto corrente base ha un costo variabile tra i 30 ed oltre i 70 euro annui.
Possiamo avanzare l’ipotesi che le banche ci chiederanno un pagamento aggiuntivo o un aumento del canone annuale al posto di un nuovo pagamento per il deposito del denaro.

Ricordiamoci che all’inizio del 2020 alcuni istituti di credito avevano paventato l’ipotesi di comportarsi come le banche tedesche lasciando poi perdere per la paura di rimostranze da parte dei correntisti.

Per far fronte alla tendenza dei risparmiatori a mantenere in deposito la liquidità, sicuramente anche altri paesi europei, Italia compresa, seguiranno l’esempio tedesco.

Questa incertezza verso il futuro ed il conseguente comportamento dei risparmiatori contribuirà anche a ricadute a livello macroeconomico.

In occasione della Giornata mondiale del Risparmio, il Governatore della Banca d’Italia ed il Presidente della Repubblica hanno affrontato l’argomento, ovvero l’enorme quantità di liquidità in giacenza sui conti correnti e quindi improduttiva.
Un possibile rilancio dell’economia del nostro paese, hanno detto, potrebbe essere attuato rendendo questi depositi degli investimenti produttivi.
Di questo rilancio e delle conseguenti smobilitazioni di denaro ne potranno beneficiare sia i risparmiatori che le banche.

Cosa può quindi fare il titolare di un conto corrente?
Stiamo attraversando un periodo di grandi incertezze e diventa difficile chiedere al risparmiatore di investire la propria liquidità. Non è da biasimare se, causa preoccupazione per l’economia e per la salute, preferisca rimanere in stand by e aspettare qualche indizio di sicurezza in più, prima di lanciarsi in operazioni incerte.
Aggiungiamo poi che stiamo attraversando un periodo in cui è presente una leadership poco autorevole e coerente, che genera ancora più sfiducia nel risparmiatore.

L’unica soluzione, per il correntista che voglia tenere congelati i propri risparmi durante questa pandemia, appare quella di ricercare soluzioni di deposito a condizioni più favorevoli possibili.
In questo modo può monitorare le spese di tenuta conto e tutti i costi per i servizi aggiuntivi, spesso non necessari.

Da ricordare inoltre che nessun istituto bancario può tenerci legati; in caso del sopraggiungere delle suddette modifiche si può sempre recedere dal rapporto senza costi aggiuntivi e consultare un’altra banca.

Si può prendere in considerazione di investire in modo alternativo, a quello finanziario, che ha l’ulteriore vantaggio di essere protetto da patrimoniali e prelievi forzosi.
Parliamo di beni come:
oro, diamanti, monete, orologi, opere d’arte, auto d’epoca, che se acquistati con competenza ed accortezza, possono conservare il loro valore iniziale; anzi è possibile che si verifichi un incremento sicuramente più cospicuo di quanto si possa ottenere da un conto corrente o deposito a giacenza vincolata.

Europol investigazioni, società che opera da oltre 20 anni per la tutela del credito aziendale, mette a disposizione dei suoi clienti un puntuale e preciso servizio di indagini finanziarie e commerciali per poter essere sempre d’ausilio agli operatori del settore, quali avvocati, società di recupero crediti, aziende, creditori in genere.

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Articolo aggiornato al 30 Maggio 2023

 

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